Menu principale:
PRESENTAZIONE
Parrocchia San Pietro e PaoloVia Chiesa26045 Solarolo Monasterolo di Motta Baluffi - Cr-Telefono: 0375-969013Parroco: Don Davide Ferretti
ARTE E STORIASolarolo Monasterolo - La storia
Prima dell'anno 1000 SOLAROLO -VETERIS MONASTERII - era una corte circondata da una grande selva e terreni acquitrinosi. Le corti erano agglomerati di povere casupole attorno ad un castello o nelle vicinanze di "Ville" che avevano più l'aspetto di un piccolo fortilizio che di una abitazione. Queste ville già esistevano al tempo dei Longobardi e dei Franchi ed ospitavano i vassalli del signore del luogo, i quali vi esercitavano diritti di vita e di morte.Il nome - La grande selva che circondava il luogo abitato, forse diede il primitivo nome alla borgata che dall'originale "selvaiola", per naturale logorio del linguaggio, si tramutò nell'attuale "Solarolo". Una seconda versione fa derivare il nome Solarolo da un terreno elevato, posto al sole, solatio, fra i numerosi acquitrini circostanti. Il fatto è ben comprensibile data la vicinanza del fiume Po che, durante le piene, inondava i terreni della zona.Un'altra versione, secondo lo storico Agnelli, può derivare da Soleriolo che era l'appellativo che nel medioevo si dava alle chiesette ricavate ove prima era una piccola casa con camere superiori (ancora oggi le camere da letto poste al primo piano sono chiamate "suler").Monasterolo certamente deriva dalla presenza di un monastero, precisamente degli Umiliati e per meglio distinguerlo dall'altro Solarolo poco distante detto Paganino, così chiamato perché forse vi resistevano ancora riti e costumi paganeggianti. I frati che esercitavano il loro ministero a Solarolo Monasterolo furono traslocati nel 1575 dopo la visita pastorale di S. Carlo Borromeo a Cremona.Medioevo - Lo storico Lucchini scrive "il territorio di Solarolo -Veteris Monasterii - nell'anno 1093-95 pur dipendendo in linea di massima dall'Imperatore, era soggetto ai conti di Brescia, succedendo al ducato longobardico che si estendeva tra il Po e l'Oglio e che comprendeva le corti regie di Sospiro e di Sabbioneta."Nel 1200 nasce la cascina Rangone sorta quando i conti Rangone di Modena si accamparono lungo le rive del Po in attesa di incontrarsi coll'imperatore Federico Barbarossa.Comuni e signorie - Nell'epoca dei liberi Comuni, Solarolo fece parte del contado della città di Cremona, e quando cessò lo stato autonomo comunale per il passaggio alle signorie, fu soggetto alla dominazione dei Cavalcabò, di Buoso di Dovara, di Cabrino Fondulo, indi dei Visconti fino al 1499.Dominazioni straniere - Dal 1499 al 1519 fu sotto il dominio veneziano, poi francese fino al 1533, per passare sotto il dominio spagnolo fino al 1712. Quindi subentrò il dominio dell'Austria fino al 1796, quando giunsero i francesi con Napoleone Buonaparte che vi rimasero fino al 1814.Nel periodo francese della repubblica Cisalpina, Solarolo fu comune indipendente e aveva 960 abitanti. Sul luogo sorgevano un posto di finanza per il controllo delle merci nel passaggio del Po ed un cambio sussidiario per le pariglie diligenziali dei corrieri statali.Dopo Waterloo, ritornarono gli austriaci che, naturalmente, soppressero quasi tutte le riforme napoleoniche e restaurarono le loro leggi precedenti.Regno d'Italia - Infine, con la 2^ guerra d'indipendenza, nel 1859, entrò a far parte del regno d'Italia. Col regno d'Italia Solarolo Monasterolo ritornò comune indipendente fino al 1868, quando con Regio Decreto 4 giugno 1868 il comune di Solarolo Monasterolo venne soppresso ed aggregato al Comune di Motta Baluffi. Il Comune di Solarolo funzionò fino all'agosto del 1868. Nel 1869 gli atti del Comune portano l'intestazione "Comune di Motta Baluffi e Solarolo Monasterolo" e gli atti sono firmati dal Sindaco di Motta Eusebio Ferrari. Furono Sindaci di Solarolo Luigi Quinzani nel 1866 e Andrea Capra fino all'agosto del 1868.Nei suoi numerosi secoli di vita, Solarolo ebbe la fortuna di non incappare mai in eventi bellici di rilievo, una sola volta, sul finire del XV secolo il paese dovette subire il saccheggio di un gruppo di lanzichenecchi che però non si macchiarono di soprusi sugli abitanti.